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PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI

Cosa significa essere “PAS – Persone Altamente Sensibili”? Cito le parole della dottoressa Elena Lupo, che si occupa dal 2014 della diffusione degli studi sul tratto dell’Alta Sensibilità in Italia:

Vivere da persona altamente sensibile significa cogliere 1000 sfumature in ogni dettaglio; significa sentirsi sommersi dalla stimolazione del mondo esterno ma anche da quello interno, dover imparare a gestire il sovraccarico. Significa avere una particolare propensione all’osservazione profonda, all’elaborazione delle associazioni tra concetti e situazioni, soprattutto sociali; significa commuoversi facilmente o sentirsi facilmente stanchi e irritabili quando si è sovraccarichi; significa sentire tutto e più intensamente, sia le cose positive che quelle negative, e nel contempo fare un’incredibile fatica per farlo comprendere ad altri che non hanno questa caratteristica. Significa anche tendere automaticamente ad anticipare le esigenze di chi ci circonda e occuparsi di persone e situazioni fino a fare molta fatica a rimanere centrati sui propri bisogni. Generalmente significa anche essersi sentiti diversi, spesso fuori posto, essersi sentiti dire spesso di essere “troppo”: troppo sensibili, troppo suscettibili, troppo profondi, troppo riflessivi, troppo stanchi, troppo lenti o troppo veloci, troppo emotivi. Per fortuna, a volte significa anche sentirsi dire che siamo ottimi confidenti, che le persone si sentono libere di parlare di sé, che tendiamo per natura a voler vivere in armonia e essere attenti agli altri, che siamo particolarmente coscienziosi e attenti, che tiriamo fuori il meglio nelle situazioni profonde, che abbiamo talenti artistici e una grande creatività”.  (fonte: personealtamentesensibili.it)

Proseguo nel citare alcune informazioni basiche per poter cogliere al meglio la mia condivisione di oggi (trovate la fonte sempre qui):

Le Persone Altamente Sensibili sono quelle che percepiscono gli stimoli interni ed esterni in modo più intenso e profondo, sono particolarmente empatiche e intuitive. Questo avviene perché il tratto dell’Alta sensibilità, genetico e quindi innato, è determinato da un funzionamento diverso del sistema neurologico, più attivo e suscettibile.

Secondo le ricerche di Elaine Aron (psicoterapeuta) ed il marito Arthur Aron (neurologo) le Highly Sensitive People si contraddistinguono per caratteristiche riassumibili nell’acronimo D.O.E.S:

  • Depth of processing (processiamo più profondamente le informazioni)
  • Overarousability (siamo più facilmente soggetti a sovrastimolazione e sovraccarico)
  • Emotional responsiveness/empathy (entriamo in connessione emotiva più facilmente)
  • Sensitive to subtle stimuli (percepiamo dettagli sottili dell’ambiente e delle relazioni sociali che altri non percepiscono)”

Perché oggi parlo di questo? Perché desidero ringraziare pubblicamente la giornalista e scrittrice Annalisa Anastasi, che con il suo libro “Come l’orchidea nel cemento”, pubblicato da pochissimo da Edizioni Dialoghi, mi ha regalato un viaggio intenso, emozionale, profondo. In questo libro Annalisa racconta il suo vissuto in maniera del tutto personale e particolare, parlando anche del tema dell’Alta Sensibilità.

Come persona e come donna, mi sono sentita profondamente in sintonia con lei, mentre leggevo. Mi sono emozionata. Mi sono sentita (specie la “me” di un po’ di anni fa) meno sola, ritrovandomi in moltissime cose. Sono stata – espressione che Annalisa usa spesso nel libro – la “bella che non balla“, la ragazza che si sente spesso a disagio in situazioni sociali (feste, locali, ritrovi), fuori posto, in difficoltà nel gestire discorsi di circostanza, intollerante al pettegolezzo fatto con cattiveria, al giudizio, sovraccarica di emozioni e pensieri. Al contempo, la ragazza che ha imparato (e sta ancora imparando) ad amarsi, ad evitare le relazioni tossiche, a gestire la sua emotività straripante, a saper dire di no, a mettere confini, a regalare empatia e accoglienza a chi sa apprezzarle, a “stare” senza dover dimostrare qualcosa per forza, per ricevere amore.

Un lungo cammino. A leggere libri così, però, ci si sente in ottima compagnia.

Noi esseri umani tendiamo ad affrontare la realtà cercando soluzioni semplici che siano il più possibile onnicomprensive. Quindi rischiamo di appiccicarci numeri, definizioni, “tipi”, formule, segni zodiacali… Per leggerci (e leggere gli altri) in maniera più rapida. Eppure, queste definizioni non possono esaurire la complessità dell’essere umano, l’intimità del vissuto. Possiamo scegliere di usare dei nomi per vederci con altri paia di occhiali, che possono insegnarci qualcosa di più, esplorarci con nuovi occhi. Perciò vedermi dal punto di vista di “Persona Altamente Sensibile” è una risorsa che scelgo di usare e che sto trovando estremamente utile per conoscermi meglio.

Prima di leggere questo libro non avevo mai sentito parlare dell’argomento e chissà che quest’articolo non sarà d’aiuto ad altri, per conoscersi da un nuovo punto di vista. Ringrazio nuovamente dal profondo del mio cuore Annalisa e la sua sensibilità, con cui sta regalando a tante persone, in luoghi magari molto distanti tra loro, conforto, ascolto… e soprattutto speranza. Buon cammino a tutti noi.

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