Sybell

L’INASPETTATA BELLEZZA DELLA SEMPLICITÀ

“Verranno giorni limpidi
Come i brividi
Quest’anno
Ritorneremo liberi
Come quelli che
Non sanno”
(Niccolò Fabi – Filosofia agricola)

L’estate mi partorisce alle porte del cambio di stagione con questo pensiero: la semplicità è importante.

La fame di sensazioni forti spesso porta a scambiare il dramma per intensità, la situazione estrema per qualcosa di emotivamente proficuo, il caso umano per un’interessante “bestia da domare”. Una questione di gigantesco ego, dato che tutto questo non è altro che un tentativo per avere conferma del proprio potere sugli altri? Chissà. Una cosa è certa però: si comincia ad apprezzare la semplicità nel momento in cui ci accorgiamo di poter davvero amare noi stessi, per quello che siamo, non per le nostre conquiste.

I piccoli gesti. Le giornate al mare con gli amici, i discorsi. Un gelato ed un racconto. I sorrisi. Un cimitero al tramonto. Il silenzio. Una brughiera. Cascate. Riparare le cose rotte. Accarezzare un gattino di poche settimane. Ascoltare un disco nuovo. Imparare qualcosa di nuovo. Ridere di gusto ad una battuta stupidissima. Un abbraccio. L’amore fraterno. L’amore erotico. L’amore filiale. Sentirsi fortunati. Non vedere l’ora di vedere qualcuno. Ti cucina la cena. Suonare. Scrivere. Uno stelo d’erba. L’autunno.

Questa è una piccola lista, con una piccola parte delle cose che mi rendono felice. Difficili, facili da ottenere, semplici, complesse, non lo so. Eppure, mi fanno sentire viva. Nel qui ed ora. Mi rendo conto che più mi abbandono al presente, più mollo il controllo, più sto meglio. L’aumento della fiducia nella vita e in me stessa è la cura all’ansia per il futuro e ai ricordi del passato. Li lascio lì, dove sono, o meglio, li mollo nel fiume, liberi di sguazzare. Ogni tanto mi ripassano davanti, ma il più delle volte scorrono lontani. Li osservo, senza attaccamento. Li ringrazio. Io sono qui. Ora. Piena di vita.

Non ho nulla da dimostrare, ho tanto da fare, per il piacere di farlo, per me, per gli altri. Ho canzoni da cantare, poesie da scrivere, persone con cui condividere tempo e spazi, storie da ascoltare, animali da accudire, luoghi da cui trarre ristoro e con cui nutrire gli occhi affamati di bellezza.

Ho temuto per anni la semplicità, le cose “piccole”. Le credevo di poco conto. Cercavo “l’anello del potere”. In musica, nel resto. Eppure, più vedevo cosa si nascondeva alle sue spalle, più mi rendevo conto che possedere quel piccolo, insulso oggetto, mi avrebbe portata lontana dall’essere umano che volevo diventare. Così ho imparato ad apprezzare Hobbiville. Il potere, su di me, perde sempre più fascino col passare degli anni. Ritorno alla fonte, a Casa.

Adesso apprezzo le persone umili, quelle che parlano poco, ma che si spaccano il culo lavorando tutto il giorno. Apprezzo la mia gente, i friulani, all’apparenza duri, ma nel profondo persone dall’anima grande. Amo le persone che sanno apprezzare il silenzio e che hanno il rispetto di aprir bocca solo dopo aver riflettuto. Apprezzo le persone che invece di dire “non è giusto” (solo sui social, di solito), migliorano il mondo facendo ciò in cui credono e si rendono utili alla società, invece di appesantirla con le loro lamentele. Apprezzo le ragazze ed i ragazzi pieni di genuinità, che non si vestono alla moda, ma che sono bellissime/i anche senza trucco o vestiti “da casa”, e molta parte della loro sensualità deriva dal fatto di avere una testa ricca d’idee e un cuore vivo. Apprezzo chi non fa molti complimenti, ma tiene fede agli impegni presi.

La semplicità è importante e forse è l’unica cosa che conta.

“Potrei vivere nel guscio di una noce, e sentirmi re dello spazio infinito.” (W. Shakespeare)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su