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LA GUERRA TRA UOMO E DONNA: UNA PROSPETTIVA MASCHILE

Sono contentissima che l’articolo di ieri sulla guerra tra uomo e donna sia arrivato a tanti. E’ un bel pugno nello stomaco – lo so – ma è stata dura anche per me, credetemi, specie scrivere la poesia. La cosa che mi ha colpita di più è che gran parte dei commenti e dei feedback, pubblici e privati, mi sono arrivati da uomini, dotati di un gran sensibilità ed intelligenza aggiungerei. Tra questi, ho trovato di grande interesse il commento di Fabio De Luca, coach di talento e molto altro. Ho avuto il piacere di conoscerlo e vederlo all’opera nell’evento “Mangia sano, investi in salute“, in memoria del Dott. Luigi Conte, nel quale per un breve momento abbiamo fatto un “featuring” con le nostre arti: ho messo la mia chitarra al servizio della sua abilità comunicativa e abbiamo fatto fare al pubblico un breve “viaggio” emozionale.

Dunque riporto qui sotto il punto di vista di Fabio, col suo commento, che trovate anche sulla sua pagina Facebook. Mi ha colpita soprattutto lo spunto del “cattivo padre”, che mi ha “punzecchiata” invitandomi alla riflessione, sicuramente da approfondire, magari proprio in un futuro articolo. Buona lettura!

Frammento del 01 mar 2018

Parlo di un tema oggi molto dibattuto. Ne parlo generalmente poco, perché trovo che sia un tema complesso e dove è facile cadere in opinioni superficiali.

Oggi ho letto l’opinione di una artista (musicista e non solo) che mi ha fatto riflettere:

https://www.sybell.it/…/la-guerra-tra-uomo-e-donna-secoli-d…/

Prendo spunto da una sua frase: “la “cattiva madre”, per me, è la donna che ammazza la sua creatività ed il suo contatto con la terra e le emozioni, la madre-ragno che controlla, per paura, e mina nel profondo, inconsciamente, la forza dei suoi figli e figlie.”

Per condividerla al 100%, mi piacerebbe riformularla aggiungendo anche la figura del “cattivo padre” che danza in modo violento con la “cattiva madre” impedendo lo sviluppo di figli e figlie completi, capaci di emozionarsi, amare, scoprire i reciproci talenti, supportarsi nel cambiamento, unirsi con forza e lasciarsi con comprensione.

Grazie Sybell per avermi permesso di esprimere quel che ho dentro rispetto a una dinamica che abita i nostri mass media con tale superficialità da farmi a volte vomitare.

Grazie per le tue belle parole e per la poesia con cui mi hai nutrito l’anima e che rinvigorisce la fiamma della speranza che le dinamiche educative possano cambiare.

Uomini e donne possono scegliere di danzare. Vanno educati in famiglia, nelle scuole, agli scout, nei reparti ospedalieri, nelle aziende, per strada, nello sport, … Dovunque possono imparare a scegliere di danzare insieme, cambiare ritmo o tipo di ballo, potendo scegliere di smettere con rispetto e dolcezza.

Siamo parte di uno stesso tutto. Ogni volta che ci facciamo del male, facciamo male a noi stessi.

Buona danza a tutti

Grazie davvero Cristina Sybell Spadotto!”

E io aggiungo: grazie a te Fabio!!

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