Sybell

IO LO SO CHE NON CI SEI

La poesia nasce e vive di contraddizioni, da molti punti di vista. Se ci pensiamo bene, essa ha a che fare con le emozioni più intime e profonde di chi scrive, qualcosa di estremamente privato. Nel momento in cui passano alla pubblicazione, invece, traslano all’ambito pubblico. Le emozioni sono nude di fronte a coloro che le fruiscono. Eppure, così facendo, si trasformano, diventano altro. Diventano di altri. Persone con la loro storia, la loro Weltanschauung, le loro interpretazioni. Tuttavia è proprio così che si preserva l’aspetto d’intimità di chi le ha scritte, perché quella vita che ha dato origine all’opera… E’ trasfigurata.

Il linguaggio poetico è un codice che protegge la delicatezza e la profondità di chi scrive. Per questo lo adoro. Una poesia rimane una camera blindata, anche con migliaia di occhi puntati addosso. Nonostante questo, per me alcune poesie rimangono comunque troppo intime per essere pubblicate, specie su un blog, facilmente accessibile a chiunque. La carta stampata è già differente, richiede un altro tipo d’impegno e volontà. Così scelsi già in passato (con “Il marinaio o altrimenti detto gioco al massacro”) di affidare alcune poesie soltanto ad essa. Altre sono ancora nei miei cassetti e probabilmente lì resteranno. Altre invece le lascio “a riposo”, anche per molto tempo. Aspetto.

Oggi condivido una poesia scritta ormai diversi anni fa che ha, per l’appunto, fermentato. Potrei dire che in quel momento stavo vivendo la consapevolezza di un distacco. Uno di quei lampi di lucidità, dopo la fine di una relazione importante, in cui ci rendiamo conto che qualcosa è davvero finito, si è interrotto. Ci accorgiamo, più o meno consciamente, che stavamo nutrendo un fantasma, andato da tempo. Ricordi, sensazioni… Sganciate da una reale presenza.

E’ arrivato l’autunno, il momento dell’anno in cui cadono le foglie, in cui la natura muore, per rinascere successivamente. Imparare a lasciare andare. Chi mi segue sa che è un tema a me caro, affrontato più volte nei miei scritti e nelle mie canzoni. L’amore ce lo insegna indelebilmente. E penso questo: anche se può fare molto male (e/o molto bene), ogni storia vissuta è un regalo speciale, unico. Ha un inizio e una fine, ma non per questo ha minor valore

Questa poesia è da leggere lentamente. Assaporate ogni parola, ogni spazio. Sentite i silenzi. I suoni… Per poi lasciarli andare.

IO LO SO CHE NON CI SEI

Si spengono le candele
e io ti cerco ovunque
a tentoni
scivolando
nutrendomi di polvere
al freddo
sul pavimento.
Ma poi…
Era così vicino
l’interruttore.

Ho paura di premere
perché il buio è caldo
e io
lo so
che non ci sei.

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