AMORE A BRIGLIA SCIOLTA

Il sesso equivale all’intimità? Io non credo. Concedere il corpo… E’ facile, volendo. Ma l’anima, l’anima è un’altra storia. Non si concede facilmente, né gratuitamente: è un percorso ad ostacoli. Può farci venire voglia di scappare via a gambe levate o allontanare chi ci sta accanto. “Il primo amore non si scorda mai”, si dice. A volte lo ripensiamo con nostalgia. Perché succede? Non credo che gli amori successivi siano meno intensi o profondi. Semplicemente non siamo più “tabula rasa”. Accumuliamo ferite, scorie, veleni, non-vissuti, non-detti. Perciò, o si fa un bel lavoro di pulizia, o è sempre più difficile avere relazioni, avere fiducia. Liberarsi dai condizionamenti, dal desiderio del possesso, del controllo, aprirci veramente all’altro, anche se mostrare le nostre ferite ed i nostri demoni può farci male. E’ la cosa più difficile. Amare liberi in questo senso per me vuol dire abbattere i nostri limiti. Amare senza briglie.

Ho bisogno di sensualità
più che di sesso
ho bisogno di sguardi
più che di ammiccamenti
ho bisogno di anime nude
più che di corpi.

Ho bisogno di sfiorare
più che di possedere
ho bisogno di ridere
più che di farmi male
ho bisogno di spogliare
più con le parole che coi gesti.

Ho bisogno di guardarti
senza darti un nome
senza idealizzarti
senza metterti briglie.

Ho bisogno di guardarti.
Lo so che è tanto, troppo.

Eppure
spogliamoci l’anima
prima d’essere morti.

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